LA COSTITUZIONE E LA STORIA 2004-2014
Il Comitato Mani dell’Amicizia è un’Associazione familiare di promozione sociale. È stata costituita nel 2004 da un gruppo di mamme con bambini frequentanti l’Istituto Comprensivo San Giovanni di Trieste come semplice Comitato con Codice Fiscale attribuito nel 2005, che è stato registrato come Associazione presso l’Agenzia delle Entrate nel 2012 ed è stato iscritto nel Registro delle APS FVG con il numero 9 nel 2014.
Il Comitato ha attivato presso la scuola Luigi Mauro, nell’anno scolastico 2004-2005, lo “Sportello Genitori” per le famiglie straniere, gestito dalle sue volontarie e gratuito con l’obiettivo di aiutare l’integrazione e favorire la convivenza, facilitando nel contempo il lavoro delle insegnanti.
Successivamente le stesse volontarie e le loro famiglie si sono impegnate partecipando agli organi collegiali quali rappresentanti di classe e di istituto e hanno iniziato a organizzare attività, con l’intenzione di migliorare le relazioni tra e famiglie e gli insegnanti allo scopo di sostenere i genitori nel loro compito educativo, gli adolescenti con proposte dedicate, le donne promuovendo il mutuo aiuto e la conciliazione lavoro-famiglia, per gestire meglio i disturbi dell’apprendimento e le difficoltà scolastiche contrastando la dispersione scolastica e rendendo la scuola un luogo “amico”.
Le tre socie del Consiglio Direttivo hanno perseguito con determinazione, professionalità e competenze relazionali gli scopi che si erano proposte al tempo della costituzione in Comitato: sviluppare legami di comunità nel rione di San Giovanni e incrementare la partecipazione motivata dei cittadini/e alla gestione della cosa pubblica in sinergia con le istituzioni, in primis la scuola. Il punto di partenza è l’integrazione dei bambini/e e ragazzi/e italofoni e non a scuola e delle loro famiglie sul territorio, mediante la realizzazione di attività extrascolastiche, sia tra gruppi di pari che intergenerazionali. Lo scopo finale è quello di incrementare il capitale sociale di ognuno per sviluppare il bene comune e di costruire un percorso in cui il Comitato divenuto nel 2012 Associazione rappresenta un soggetto sociale e un partner di progetto riconosciuto dagli Enti Locali e dall’istituzione scolastica. L’attenzione al mondo dell’infanzia e dell’adolescenza e la connessione con la scuola, i pilastri fondanti dell’associazione, rappresentano ancora i punti cardine verso cui indirizzare le attività associative, sia nella propria programmazione sia in collaborazione con l’istituzione scolastica.
Il Comitato ha svolto le sue attività dal 2004 al 2012 presso l’Istituto Comprensivo San Giovanni di Trieste (nell’atrio della scuola Mauro per lo sportello, nelle aule della scuola Mauro e della scuola Codermatz per gli incontri formativi e i laboratori, nel giardino di via Cunicoli per le attività all’aperto durante l’estate). Grazie al contributo ottenuto partecipando al Bando Famiglie Regione FVG 2012 ha potuto dotarsi da ottobre 2012 a giugno 2014 di una sede situata in via Giulia 39/b, dove ha realizzato tutte le attività previste dal progetto, in primo luogo offrire alle famiglie la possibilità di autogestire uno spazio condiviso.
La sede di via Giulia 39/b, dopo essere stata mantenuta per ulteriori sei mesi dalla conclusione del progetto, a giugno 2014 è stata ceduta causa l’impossibilità economica di sostenerne le spese di gestione. Da luglio 2014 le attività vengono realizzate presso le scuole, gli spazi pubblici, le sedi di altre associazioni.
Il Comitato fa parte di una rete di associazioni che nel rione di San Giovanni-Cologna propongono iniziative volte a favorire la partecipazione dei cittadini alla vita della comunità, curando in particolar modo il coordinamento delle iniziative anche in rapporto alle attività delle scuole, l’utilizzo delle risorse e delle strutture locali, la collaborazione con le attività commerciali del territorio.
BISOGNI TERRITORIALI E OBIETTIVI GENERALI
(tratto dalla ricerca-azione “Spazio, tempo, legami di comunità: alla ricerca di buone pratiche” svolta dal Comitato con un contributo del Comune di Trieste)
Il rione di San Giovanni a Trieste accoglie una comunità che pur multi-culturale necessita di una maggiore integrazione, anche attraverso l’incremento delle frequentazioni informali e dei luoghi in cui sviluppare reti di rapporti. Nel 2012 l’Associazione Comitato Mani dell’Amicizia ha utilizzato buona parte del finanziamento ricevuto grazie al Bando Famiglie Regione FVG per dotarsi di una sede. La sede è stata uno spazio in cui incontrarsi, svolgere attività, scambiarsi reciprocamente beni e competenze, aprirsi al territorio offrendo e accogliendo nuove opportunità. L’Associazione è divenuta una presenza importante per il territorio di San Giovanni e per i suoi residenti. La scelta è stata considerata da tutti una scelta vincente. La sede di via Giulia 39/b è stata un luogo, contrapposto ai Non luoghi descritti dall’antropologo Marc Augé nel suo omonimo saggio dal titolo “Nonluoghi. Introduzione a una antropologia della surmodernità” (Milano, elèuthera, 1996).
Un luogo possiede tre caratteristiche “essenziali: è identitario, ovvero in grado di individuare l’identità di chi lo abita; relazionale, stabilisce una reciprocità dei rapporti tra gli individui ed è funzionale ad una comune appartenenza; storico, mantiene la consapevolezza delle proprie radici in chi lo abita”.
La sede di via Giulia 39/b è stato il luogo in cui si è realizzato il sogno di coloro che prima in un caffè poi nell’atrio della scuola Mauro avevano iniziato a fantasticare una nuova dimensione del bene comune. Al contempo è stato il luogo che ha permesso ad altri di realizzare il proprio sogno: è stato un gruppo di lettura, una tana d’incontro per adolescenti, uno spazio di progettazione professionale per giovani-adulti, un atelier artistico, una sala conferenze, un ristorante multietnico, uno spazio gioco, un gruppo di acquisto solidale. Ma soprattutto è stato un luogo di possibilità e di sperimentazione.
La complessità delle ramificazioni prodotte è stata strutturalmente rizomatica, nel significato espresso da Deleuze e Guattari in “Mille plateau” (1980) in cui una modalità di pensare la superficie mette in discussione la metafisica del fondo. Questa tematica, già espressa da Deleuze in “Differenza e ripetizione” (1968), mette in discussione lo “strano pregiudizio che valorizza ciecamente la profondità a scapito della superficie, pretendendo che superficiale significhi non già di vaste dimensioni, bensì di poca profondità, mentre profondo significa di grande profondità e non di superficie ristretta”.
Sulla base di tali considerazioni, lo sviluppo dell’Associazione va analizzato nelle sue diramazioni rizomatiche, sia in termini di relazionalità orizzontale nel rione e incremento del bene comune, sia in termini di aumento del capitale culturale, sociale, economico di ciascuno degli individui coinvolti.
A partire dal 2004 la crescita dell’Associazione sul territorio e il suo riconoscimento come soggetto sociale partner da parte degli Enti Locali e delle istituzioni sono stati lenti ma costanti, evidenziando un incremento esponenziale delle attività, e delle loro ricadute. Dall’aggregazione sociale al supporto nel quotidiano, in particolare alle famiglie con figli in età scolare. Dallo stimolo alla creazione di nuovi e necessari servizi alla persona, alla disponibilità a rendere i servizi istituzionali più accessibili. Dal rapporto con gli esercizi commerciali di zona ai legami di vicinato con i residenti. Dalla collaborazione con l’Istituto Comprensivo San Giovanni, sia sviluppando dei progetti originali all’interno degli spazi scolastici con ricaduta sugli studenti e le loro famiglie, sia agendo in sinergia con la dirigenza e gli insegnanti nel programmare alcune attività sul territorio o alcune azioni di recupero su singoli individui, alla sinergia con altre associazioni del territorio. Dal realizzare il sogno di coordinare un gruppo di lettura amatoriale allo sviluppare un’attività professionale che produce reddito. Dall’apprendere competenze relazionali e sviluppare progettualità all’offrire i propri servizi professionali ad altri, al di fuori dell’associazione ma a seguito di rapporti avviati tramite l’associazione. A tal proposito va puntualizzato che tre ex-socie del Comitato hanno partecipato al Bando Famiglie 2014 con progetti autonomi. Le competenze acquisite anche a seguito della collaborazione per la realizzazione del primo Bando Famiglie FVG ha dato loro l’imprinting necessario in un caso per costituire una nuova associazione e dare l’avvio a nuove progettualità e negli altri due casi per avviare progettualità sognate da tempo.
È innegabile che la complessità originata dalla realizzazione del progetto finanziato dal Bando Famiglie abbia portato con sé anche una buona dose di problematicità. Tali problematicità si snodano prevalentemente lungo due assi che si intersecano: da un lato la sostenibilità dell’Associazione, e quindi la necessità di reperire finanziamenti attraverso fondi pubblici e/o privati, dall’altro il senso profondo dell’esistenza di un’Associazione che, pur svolgendo concretamente promozione sociale sul territorio, riesce a coinvolge un numero crescente ma pur sempre limitato di soggetti.
Nel complesso, anche a fronte delle criticità emerse, il Consiglio Direttivo ritiene che il lavoro svolto dall’Associazione sia ancora necessario e crede che una parte delle attività possa e debba essere di volontariato “puro”, ma ritiene anche che siano indispensabili dei finanziamenti per coprire i costi di gestione e le prestazioni delle persone che offrono delle competenze alle quali sul mercato del lavoro viene attribuito un costo/valore, e che sono fondamentali per la sostenibilità dell’Associazione, per la progettazione e realizzazione di attività laboratoriali, per la comunicazione e, non da ultimo, per l’indispensabile valutazione e rendicontazione dei progetti svolti. Finanziamenti che dovranno necessariamente provenire, oltre che dalle quote associative e da eventuali donazioni, da contributi versati per partecipare alle attività e da finanziamenti pubblici su progetto.
